E’ stato ripubblicato in Gazzetta Ufficiale, il testo del Decreto Legislativo n.47 del 9 giugno 2020, che attua la direttiva (UE) 2018/410.

Tale decreto affronta il delicato tema della riduzione delle emissioni del trasporto aereo e della promozione di investimenti a favore di basse emissioni di carbonio.

Si vanno, così, ad aggiornare le regole e le procedure ETS (European Union Emissions Trading System), ossia il sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra che è il principale strumento adottato dall’Unione europea per raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 nei principali settori industriali e nel comparto dell’aviazione.

Il testo del decreto fissa un tetto alla quantità totale di alcuni gas serra che possono essere emessi dagli impianti che rientrano nel sistema EU-ETS e prevede la possibilità che le imprese ricevano o acquistino quote di emissione che, poi, possono scambiare. Tale sistema contribuisce al conseguimento dell’obiettivo posto dall’Europa di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 40% nel 2030 rispetto alle emissioni del 1990.

Ancora, tra le principali novità, si segnala l’innalzamento del “fattore di riduzione lineare”, al fine di determinare una riduzione annuale del volume totale di emissioni del 2,2%, nonchè la riscrittura delle modalità di assegnazione gratuita delle quote e il raddoppio temporaneo (fino al 2023) del numero di quote da immettere nella riserva stabilizzatrice del mercato.

Ma, in cosa consiste l’ETS? 

Il sistema di scambio di quote di emissione dell’Unione europea, previsto dal Protocollo di Kyoto come strumento per la riduzione delle emissioni di gas serra allo scopo di contenere il cambiamento climatico, è stato attuato a livello comunitario nel 2005 con l’emanazione della Direttiva 2003/87/CE e recepita nel nostro ordinamento con il Decreto Legislativo n.216 del 4 aprile 2006. Al fine, quindi, di ridurre le emissioni di gas a effetto serra prodotte dai settori maggiormente energivori, sono stati individuati una serie di impianti industriali obbligati a rendicontare annualmente le loro emissioni di anidride carbonica e gas equivalemti. Il sistema fissa un tetto massimo alla quantità totale di emissioni e le imprese ricevono o acquistano quote di emissione che, poi, possono anche scambiare sul mercato. Alla fine di ogni anno, le imprese devono restituire un numero di quote sufficiente a coprire le loro emissioni e se un’impresa riduce le proprie emissioni, può mantenere le quote inutilizzate per coprire il fabbisogno futuro oppure venderle ad un’altra impresa.  

Qui potete trovare il testo completo del decreto

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