Con sentenza n. 13583/2019, depositata lo scorso 28 marzo, la Corte di Cassazione ha stabilito che il datore di lavoro che abbia determinato l’insorgere di una fonte di pericolo, è responsabile per gli infortuni occorsi non solo ai propri dipendenti ma anche a lavoratori esterni all’azienda.

 FATTO e DIRITTO:

Nel caso di specie, un lavoratore in carico ad una ditta esterna, appaltatrice dei servizi di trasporto merci all’interno dei locali aziendali, ma non anche della sua movimentazione, dopo aver correttamente trasportato del materiale in loco, si era posto alla guida di un carrello elevatore per realizzarne uno spostamento, ciò che esulava dalle sue competenze. Da tale manovra derivava un grave infortunio che provocava il decesso del dipendente.

All’imprenditore veniva contestata la fattispecie di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (art. 589, comma 2, c.p.), in virtù della mancata adozione di misure volte a scongiurare un utilizzo improprio delle attrezzature.

Considerata l’estraneità della vittima rispetto all’organizzazione aziendale, la Corte d’Appello riqualificava il fatto come omicidio colposo semplice e ne dichiarava la prescrizione per il decorso del relativo termine.

Il Supremo Collegio tuttavia, annullando con rinvio la pronuncia di secondo grado, ha chiarito che la posizione di garanzia del datore di lavoro per violazione delle norme antinfortunistiche (articoli 70 e 71, Dlgs 81/2008) è indipendente dall’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato con il lavoratore, ma è configurabile in ogni situazione in cui la prestazione sia posta in essere in un ambiente che “possa definirsi di lavoro”, anche quando l’attività lavorativa venga prestata anche solo per amicizia. Nel caso in esame i Giudici hanno ravvisato la responsabilità dell’imputato per aver omesso di adottare misure atte a scongiurare un utilizzo improprio dei carrelli elevatori e non aver adottato l’apposita segnaletica nei luoghi in cui i mezzi venivano impiegati, tale violazione ha causato l’infortunio del lavoratore terzo messosi alla guida del carrello elevatore, creando un nesso causale tra l’evento dannoso e la violazione.

 

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