Il Consiglio di stato, sezione terza con la sentenza dell’11 marzo 2019 n. 1635, ha chiarito che gli elementi soggettivi del concorrente di una gara di appalto sono valutabili anche in sede di offerta.

FATTO e DIRITTO:

La ricorrente denuncia l’illegittimità dell’aggiudicazione definitiva della gara per l’assegnazione all’impresa aggiudicataria dei 4 punti aggiuntivi per il possesso della certificazione ISO14001.

La rincorrente, infatti, ritiene che essa rappresenti un requisito soggettivo e non di un criterio valutativo, con conseguente violazione del principio della separazione tra requisiti soggettivi di partecipazione e requisiti oggettivi di valutazione delle offerte.

I giudici hanno ricordato non solo che l’art.95 comma 13, del dlgs n.50/2016 già consente alle amministrazioni di indicare criteri premiali per la valutazione dell’offerta che possono essere relativi, oltre che al maggior «rating» di legalità dell’impresa, anche al «minor impatto sulla salute e sull’ambiente» ma, soprattutto, hanno avvalorato la tesi della stazione appaltante secondo la quale la certificazione ISO 14001 prova che l’operatore ha un sistema di gestione che controlla e limita gli impatti ambientali della propria attività.

Il Collegio sottolinea che non può negarsi la legittimità di criteri di valutazione che possano premiare le caratteristiche organizzative dell’impresa sotto il profilo ambientale, così come sotto i profili della tutela dei lavoratori e delle popolazioni interessate e della non discriminazione, al fine di valorizzare la compatibilità e sostenibilità ambientale della filiera produttiva e distributiva dei prodotti che costituiscono, comunque, l’oggetto dell’appalto.

Sito di riferimento:

https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza?nodeRef=&schema=cds&nrg=201807827&nomeFile=201901635_11.html&subDir=Provvedimenti

 

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